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December 17

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December 15

Attestato di partecipazione al Girotondo

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Image Hosted by ImageShack.us questo è l'attestato di partecipazione al Girotondo 2008. Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us volevo ringraziare Soleyada, instancabile e dolcissima organizzatrice di questa iniziativa. Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us e un ringraziamento speciale va anche a tutti coloro che partecipano al girotondo Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us per le emozioni e i sorrisi che mi ragalano ogni anno. Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us auguro il meglio da queste feste a tutti voi. un abbraccio... Image Hosted by ImageShack.us

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December 09

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▫ Dodino ▫

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▫ Kasan ▫


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November 19

Il presepe

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Il termine presepe (o presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da "prae" = innanzi e "saepes" = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto.
 
Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali. Solitamente questa locuzione viene usata per la ricostruzione tradizionale della natività di Gesù Cristo durante il periodo natalizio.
 
Si riproducono tutti i personaggi e i posti della tradizione: dalla grotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l'asinello agli agnelli, e così via.
 
Nella rappresentazione della natività, che ogni anno rappresentiamo tramite il presepe, tutto è simbologia:
la stalla rappresenta la povertà e la miseria;
Giuseppe è l'intelletto: anziché essere geloso e ripudiare Maria si inchina a Dio accettandone la volontà;
il Bue rappresenta il principio generativo (è simbolo della fertilità e fecondità in Egitto), la forza sessuale;
l'asino invece raffigura la personalità, la natura inferiore dell'uomo.
 
Il significato della presenza nella stalla del bue e dell'asinello è in realtà molto profondo: soffiando sul Bambino Gesù lo scaldavano con il loro fiato. Il soffio è vita,
dunque il soffio dell'asino e del bue è una reminiscenza del soffio mediante il quale Dio ha dato l'anima al primo uomo.

L'albero di Natale

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Quella dell'albero di Natale è, con il presepe, una delle più diffuse tradizioni natalizie. Si tratta in genere di un abete addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. Può essere portato in casa o tenuto all'aperto, e viene preparato qualche giorno (o qualche settimana) prima di Natale, e rimosso dopo le feste. Soprattutto se l'albero viene collocato in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.
 
Narra la leggenda: in un villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo si quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione. Si attardò più del previsto e, venuto il buio, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta cominciò a cadere una fitta neve. Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare. Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Il piccolo cominciò a sentirsi stanco quindi si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco. L'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far toccare loro il suolo in modo da proteggere dalla neve e dal freddo il bambino. La mattina il bimbo si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo riparo, poté riabbracciare i suoi compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole dell'alba, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
 
In ricordo di quel fatto, l'abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
 
Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.

Babbo Natale

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Il personaggio di Babbo Natale è una figura mitica presente nel folklore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito, la sera della vigilia di Natale. Anche in Italia Babbo Natale è una figura storicamente molto amata.
 
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.
 
In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, Babbo Natale è identificato con San Basilio e porta i doni ai bambini il giorno di Capodanno, in cui si celebra la sua festa. Le rappresentazioni di Babbo Natale sono anche strettamente legate al personaggio russo di Nonno Gelo (Ded Moroz), che porta i regali ai bambini ed è vestito con una giacca rossa, stivali di pelliccia e porta una lunga barba bianca.
 
Di solito, Babbo Natale viene rappresentato come un signore anziano, corpulento, gioviale e occhialuto, vestito di un costume rosso con inserti di pelliccia bianca, con una lunga barba anch'essa bianca. La sera della vigilia di Natale, sale sulla sua slitta trainata dalle renne volanti e va di casa in casa per portare i regali ai bambini. Per entrare in casa si cala dal comignolo, sbucando quindi nel caminetto. Durante il resto dell'anno, si occupa della costruzione dei giocattoli con la Signora Natale ed i suoi aiutanti elfi.
 
Il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti. La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi.
 
I bambini, ancor oggi, appendono al caminetto le loro scarpe piene di paglia in una notte d'inverno, perché vengano riempite di dolci e regali da San Nicola.
November 18

La Befana

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Quando già a Roma la nascita di Cristo si celebrava il 25 dicembre, nella Chiesa d'Oriente si continuò per molto tempo a celebrarla il 6 gennaio, e questo allo scopo di sostituire una precedente festa pagana dedicata alla nascita di un Dio, identificato col sole, e consacrata con la benedizione delle acque.

Dato che non si conosceva la data del Redentore, era stata scelta quella del suo battesimo nel Giordano, che essendo la prima manifestazione (che in greco significa epifania) divina, diede il nome alla festa. Quindi anche l'Epifania è una festa d'inizio anno ed è collegata col Natale. Poi, dato che, nell'ambito della religione mitriaca, il 6 gennaio si festeggia la venuta dei Magi, sacerdoti persiani, la Chiesa di Roma ha concluso il ciclo natalizio dedicando quel giorno all'adorazione dei Re Magi. Da qui discendono le tradizioni popolari relative alla Befana.

L'usanza dei doni è tipica di queste feste e da essa ha inizio la personificazione della Befana. La Befana è una specie di fata, o strega, e quindi benefica, ma talvolta, anche malefica : così ai bambini buoni porta dolci e giocattoli, mentre a quelli cattivi porta per lo più carboni spenti. Per i bambini, la Befana è colei che porta i regali, di cui essi svegliandosi, troveranno piena la calza esposta la notte, proprio per questo scopo.

Narra la leggenda: secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Letterina a Babbo Natale

 

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L'abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni.

È interessante notare che alcuni sociologi hanno scoperto che le lettere scritte dai bambini e quelle delle bambine sono di tipo diverso. Le bambine di solito scrivono lettere più cortesi e più lunghe, anche se le loro richieste non sono superiori a quelle dei bambini, e usano più espressioni per parlare della natura del Natale. Nelle lettere delle bambine si trovano anche più spesso richieste di regali destinati ad altre persone.

In molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale per spiegare che sono stati buoni e desiderano ricevere dei doni; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari.

In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0 e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono portati volontari per rispondere alle lettere.

In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all'infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.